Un progetto di: IBM
Intesa Sanpaolo (ISP) riconosce che la FHE ha il potenziale per supportare una strategia zero trust mantenendo i dati delle transazioni degli asset digitali dei clienti, i modelli che elaborano i dati e i risultati generati crittografati end-to-end, anche durante l’elaborazione. Questo approccio di sicurezza avanzato può proteggere da attacchi esterni e minacce interne che rubano proprietà intellettuale o informazioni sensibili, intenzionalmente o inavvertitamente. Intesa Sanpaolo monitora lo sviluppo di tecnologie emergenti che possano offrire una maggiore protezione per le transazioni di asset digitali.
Obiettivi e benefici
Il Cybersecurity Lab di ISP aveva la necessità di sviluppare un sandbox per preservare la riservatezza delle informazioni riservate relative alle transazioni patrimoniali dei clienti durante l’elaborazione e nel sistema della banca.
Tecnologie abilitanti
Lo scenario scelto prevedeva di consentire a un cliente di eseguire una transazione in criptovaluta con una terza parte. La banca avrebbe approvato la transazione se la terza parte non fosse comparsa nella sua blacklist e se nel portafoglio del cliente fossero presenti fondi sufficienti. L’innovazione consiste nel fatto che i dati della terza parte e altri dettagli della transazione sono rimasti crittografati per tutta la durata della transazione. Utilizzando FHE, i dati crittografati della terza parte sono stati convalidati rispetto alla blacklist della banca e approvati o rifiutati senza esporre dati sensibili a nessuna delle parti coinvolte, migliorando la sicurezza e la privacy di tutti i partecipanti.
Con un’elaborazione end-to-end delle transazioni in meno di 22 secondi e una blacklist di 32.000 record, il progetto ha dimostrato in modo definitivo che FHE è adatto alla protezione delle transazioni digitali.
